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Ruolo del biofilm e delle persister cells nelle cistiti e nelle vaginiti recidivanti. Dalla fisiopatologia a nuove strategie terapeutiche.

Vaginiti e cistiti recidivanti costituiscono una sfida quotidiana per la donna e per il medico.
La loro recidività peggiora la gravità dei sintomi, comporta crescenti comorbilità, aumenta i
costi sanitari, peggiora la qualità di vita. Negli ultimi anni le facili prescrizioni antibiotiche
hanno contribuito ad aumentare fenomeni di resistenza batterica e ad alterare ecosistemi
intestinali, vaginali e mucocutanei. È quindi sempre più necessario un approccio innovativo, e
tra le opzioni perseguibili, una delle più promettenti riguarda lo studio dei biofilm
intracellulari, a localizzazione principalmente vescicale, ed extracellulari in vagina, la cui
conoscenza va integrata con una visione diagnostica e terapeutica multidisciplinare.
Prevenzione e trattamento delle infezioni acute e croniche sostenute da biofilm devono mirare
a bloccare l’adesione delle cellule batteriche sulla superficie epiteliale, prevenire la crescita
microbica, inibire l’espansione dei patogeni, e disgregare le matrici polisaccaridiche formate.
L’utilizzo di principi attivi efficaci sui biofilm patogeni vescicali e vaginali rappresenta una
frontiera preventiva e terapeutica più efficace e fisiologicamente orientata rispetto alle terapie
antibiotiche, che devono essere usate in modo molto più restrittivo e mirato.
La sinergia tra D-mannosio, lattoferrina, NAC e lattobacilli, permette di beneficiare
contemporaneamente dell’attività antiadesiva, battericida, antivirale, di inibizione
dell’internalizzazione di E. coli UPEC portatore dell’antigene K. Inoltre, favorisce il ripristino
dell’ecosistema vaginale e del corretto pH, ostacola la formazione del biofilm patogeno, e
soprattutto disgrega la membrana polimerica del biofilm maturo per rendere i batteri
finalmente sensibili all’azione dei farmaci e alla risposta immunitaria.


Ruolo del Biofilm e delle persister cells